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Thursday, September 09, 2010 ..:: Tutto Salute » TUMORI E DIETA VEGETARIANA ::.. Register  Login
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TUMORI E DIETA VEGETARIANA. UNA DIETA LATTO-OVO-VEGETARIANA MEGLIO DI QUELLA VEGANA? ESPERTI A CONFRONTO

frutta.jpgSi sa che mangiare frutta e verdura fa bene alla salute. Una dieta vegetariana puo' proteggere anche dall'insorgenza di alcuni tumori molto di più rispetto a chi mangia abitualmente carne. Quest'affermazione risulta da vari studi scientifici svolti in passato e viene confermata da una vasta ricerca inglese, condotta dal Cancer Research dell'Università di Oxford e pubblicata sul British Journal of Cancer. Lo studio, a cui ha preso parte anche la ricercatrice Naomi Allen, ha monitorato dieta e condizioni di salute di oltre 61mila

individui per oltre 12 anni, riscontrando che chi mangiava regolarmente frutta e verdura aveva un rischio di ammalarsi di cancro al sangue del 45% più basso rispetto ai carnivori e una probabilità inferiore del 12% di sviluppare altri tipi di tumore. Si arrivava a un rischio ridotto addirittura del 75% per quanto riguarda il mieloma multiplo. Ricerche precedenti avevano mostrato come mangiare troppa carne, specialmente rossa e troppo cotta alla brace, potesse incrementare le possibilità di ammalarsi di cancro intestinale, anche se il rapporto tra dieta vegetariana e tumori e'

controverso, visto che altri studi rilevavano che i carnivori si ammalavano di tumore al colon-retto e alla cervice dell'utero molto meno dei vegetariani (50% di percentuale in meno). Naomi Allen afferma di non sapere ancora perché il cancro al sangue, come la leucemia ad esempio, colpisca meno i vegetariani, ma un 45% di rischio in meno e' una percentuale notevole. Mangiare frutta, pesce e ortaggi, inoltre, riduce del 12% le probabilità di sviluppare diversi altri tipi di tumore, come ha riscontrato l'indagine britannica. Per Allen i dati raccolti sono significativi, ma c'e' bisogno di cautela e di ulteriori ricerche per approfondire l'argomento e capire quali aspetti della dieta vegetariana possano avere effetti protettivi nei confronti del cancro. Lo studio di Oxford si inserisce in un progetto di ricerca internazionale chiamato "European Prospective Investigation into

Cancer and Nutrition", che andrà avanti per molto tempo ancora nella cittadina inglese e in altri centri qualificati di ricerca sul cancro. Mangiare meno carne può giovare anche all'ambiente, visto che gli allevamenti di bovini producono da soli un quinto dei gas serra: per questo la Commissione dell'Onu sul Cambiamento Climatico ha invitato a rinunciare a bistecca e affini almeno una

volta a settimana. Altre istituzioni invitano a non essere esageratamente carnivori: Il World Cancer Research Fund ha raccomandato di non mangiare più di 300 grammi di carne alla settimana, visti i rischi della dieta carnivora per il cancro intestinale, mentre una ricerca finanziata nel 2005 dal Medical Research Council britannico e dalla International Agency for Research on Cancer, ha concluso che ingerire due porzioni di carne al giorno fa salire del 35 per cento il rischio di cancro all'intestino. La comunità scientifica non e' tuttavia unanime nel consigliare la dieta vegetariana e sconsigliare la carne, visto che quest'ultima contiene anche proteine e nutrienti essenziali all'organismo e che non tutti i dati delle varie ricerche sono concordi nel condannarla.

Come sempre sono solo gli eccessi da condannare. Che non mangiare carne potrebbe ridurre il rischio di sviluppare alcuni tumori lo sostiene ancora uno studio dell'Università di

Oxford, pubblicato sull' "American Journal of Clinical Nutrition". Gli studiosi hanno seguito 52700 uomini e donne, di età compresa tra i 20 e gli 89 anni, a partire dagli anni Novanta. I volontari

sono stati suddivisi in quattro gruppi: i mangiatori di carne, i mangiatori di pesce, i vegetariani e i vegani, che non ingeriscono nemmeno il pesce e le uova. I risultati dell'indagine indicano che in tutti i gruppi si registrava una bassa incidenza tumorale, probabilmente perché le persone del campione erano in generale più sane. Tra i vegani, i mangiatori di pesce e i vegetariani si

osservavano meno casi di tumore, ma proprio in chi si nutriva solo di frutta, legumi e verdura, aumentavano le diagnosi di tumore al colon-retto, neoplasia intestinale solitamente collegata a un consumo eccessivo di carne rossa. Serviranno, dunque, ulteriori studi per spiegare questo dato, tenendo presente che una dieta equilibrata e varia é la più salutare e che e' difficile individuare con precisione le cause scatenanti di una patologia complessa e per molti versi ancora oscura come il tumore. Lo stesso Tim Key, coordinatore della ricerca di Oxford, raccomanda di prendere con cautela i dati emersi dal suo studio, perché vi sono ancora poche ricerche che indaghino il rapporto

tra alimentazione e rischio di malattie e, oltretutto, queste indagini hanno fornito esiti contrastanti tra loro.

Nonostante non abbia dimostrato mai di essere la migliore o la più salutare possibile, la dieta vegetariana è esaltata e seguita da moltissime persone in tutto il mondo, tra cui il

famoso oncologo Umberto Veronesi. Alcuni ricercatori tedeschi del Centro nazionale per la ricerca

sul cancro (Dkfz) di Heidelberg ritengono che seguire una dieta vegetariana bilanciata potrebbe ridurre il rischio di sviluppare

tumori e malattie cardiovascolari, ridurre il livello di colesterolo nel sangue, evitare la formazione di calcoli biliari e renali, tenere alla larga diabete ed ipertensione. Nello studio, gli esperti tedeschi hanno monitorato, dal 1978 al 1999, 2000 persone di età compresa tra i 10 e 70 anni che erano

soliti non mangiare per niente carne o in quantità inferiore alla media della popolazione generale. Il gruppo osservato era composto da vegetariani assoluti, i cosiddetti 'vegans', che non mangiano carne, pesce, uova e latticini, i vegetariani, che mangiano uova e latticini, e consumatori occasionali di carne. Gli esperti hanno registrato, all'interno del gruppo sotto osservazione, una media di 59 morti ogni 100 nella popolazione generale, nello stesso arco di anni e nella stessa fascia di

età. Ma, avvertono i ricercatori, una dieta priva di carne non è la più salutare. Per ogni 100 morti tra i 'vegans', se ne registrano 66 tra i vegetariani e 'solo' 60 tra chi si concede una bistecca ogni tanto. Il tasso di mortalità era poi maggiore del 70% tra fumatori rispetto chi non ama le sigarette, e minore del 30% tra chi fa un po' di esercizio fisico e i sedentari. ''La strategia migliore quindi - spiega alla Bbc on line Jenny Chang-Claude, uno degli autori della ricerca - e' seguire una

dieta bilanciata ben studiata''.

Il dott. Franco Berrino, direttore del dipartimento di Medicina preventiva dell'Istituto dei tumori di Milano, non concorda con le conclusioni dello studio di Oxford, secondo le quali i

vegetariani sarebbero più a rischio di tumore al colon. Per l'esperto italiano e' vero il contrario: da molto tempo e' stato dimostrato che c'e' uno stretto collegamento tra chi mangia molta carne, specialmente rossa, e insorgenza del tumore intestinale al colon-retto. Il dott.Berrino sottolinea che la ricerca inglese ha considerato un numero troppo esiguo di persone, solo 57mila, per poter giungere a conclusioni scientificamente affidabili. Al contrario lo studio Epic, che ha indagato i nessi tra alimentazione e tumori, ha coinvolto 500mila individui e ha indicato come una dieta ricca di fibre e povera di carne possa ridurre il pericolo di sviluppare un cancro intestinale. Dunque va bene mangiare ogni tanto la carne rossa, ma non bisogna

esagerare.

L'esperto medico italiano ricorda come siano diversi i fattori da rischio da considerare nella valutazione della possibile insorgenza di una neoplasia al colon-retto: tra essi vanno

annoverati l'età, il sesso, il vizio del fumo e l'assunzione di troppi zuccheri che, secondo recenti ipotesi scientifiche, potrebbe essere pericolosa. ((DIRE - notiziario Sanita') Roma, 3 lugl. Cit da: Italiasalute.it. L'articolo e'consultabile on line al link http://italiasalute.leonardo.it/).

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