Come Dio ci vede. In risposta a Michele Turrisi
Francesco Zenzale
Dio prende gli uomini così come sono. E se essi si sottomettono a lui, li forma per il suo servizio
Gli uomini e le donne che hanno segnato la storia della salvezza risentono della loro fragilità come delle consuetudini e della mentalità del loro tempo.
I pescatori di Galilea erano uomini semplici e ignoranti; ma Cristo, luce del mondo, li preparò per l’opera alla quale li aveva scelti. Paolo era un dottore della legge e persecutore di Cristo, ma Dio trasformò il suo zelo in una benedizione per la sua chiesa e per tutti coloro che sono sulla via della salvezza. Giuseppe era un pastore e fu maltrattato e venduto dai suoi fratelli, ma Dio trasformò la sua dolorosa esperienza in una fonte di vita per gli antichi egiziani e per la sua famiglia, i quali dovettero la loro sopravvivenza alla sua integrità. Ruth era una moabita, nella sua grazia Dio diventa strumento nelle sue mani dando vita ai natali di Obed, padre di Isai, padre di Davide. Maria era una donna semplice, insignificante per la gente del suo tempo, ma da lei nascerà per opera dello Spirito Santo il Redentore.
Uomini e donne che hanno vissuto nel tempo e nello spazio e pur nella loro fragilità hanno saputo cogliere non solo la misericordia di Dio ma, come docili strumenti nelle sue mani, hanno adempiuto consapevolmente la sua volontà.
Le tradizioni leggendarie idealizzano i propri eroi, invece i patriarchi non appaiono affatto sotto una luce ideale. Ci si aspetterebbe di vederli celebrati per la loro santità e potenza, ma spesso non è così. Abramo ha paura e ricorre ad una restrizione mentale che gli viene fieramente rimproverata (Gen 12: 18s.; 20: 9-13); Sara si mostra gelosa e cattiva verso Agar (Gen 16: 6.12); Giacobbe inganna il vecchio padre, e per questo deve fuggire (Gen 27: 41-25) e viene a sua volta ingannato (Gen 29: 20-25), mentre la predilezione e la parzialità per Rachele e Giuseppe sono per lui causa di tanti guai domestici, che gli amareggiano la vita. Ruben perde il diritto di primogenitura per un incesto (Gen 49: 4); Simone e Levi sono puniti per la loro crudeltà omicida (Gen 49: 6-7; cfr. 34: 25-30), eppure Levi sarà il capostipite della tribù sacerdotale.
Abramo che sposa una figlia di suo padre (Gen 20: 12) e Giacobbe che sposa due che sono sorelle (Gen 29: 23-28) non agiscono secondo le interdizioni matrimoniali che più tardi saranno radicate in Israele e sanzionate con la pena di morte (Lev 18: 8-18); Deut 27: 22), ma secondo le consuetudini dell’epoca. Tutti questi elementi sono segno di sincerità e imparzialità e della grande misericordia di Dio.
Una semplice lezione di vita: «Se si vede la persona così com’è, la si fa peggiore; ma se la si vede come dovrebbe essere, la si fa quello che può essere».
(l’autore è pastore avventista [http://avventisti.it/sito/pagina.asp?id=228]; questo testo che egli ci ha inviato a commento dell’articolo di Turrisi Se la fede diviene presunzione di superiorità morale [cfr. anche sez. Fede e Società] fa da premessa ad un più ampio studio sui grandi personaggi biblici che pubblicheremo prossimamente)