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Fede e Società

 

Dio o Darwin?

 

 

 

  

Il settimanale Notizie Avventiste ha intervistato il prof. Michele Buonfiglio, docente di “Scienza e Religione” e autore di varie pubblicazioni, che ha tenuto, nel gennaio 2008, un seminario sulle “Origini dell’universo e delle specie: confronto e dialogo tra cultura scientifica e cultura religiosa”, presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Pisa.

 

Notizie Avventiste: Esiste una relazione tra gli antichi miti cosmologici e il racconto biblico?
Michele Buonfiglio: Nelle letterature antiche si trovano molti racconti mitici cosmologici, ma il mito più conosciuto è certamente quello babilonese chiamato Enūma Eliš (Quando in alto). Il poema è stato tradotto da E. A. Speiser, uno specialista dell’Università di Princeton. In esso si descrive la formazione del cielo e della Terra: Il dio Marduk uccide la dea Tiamat, divide il suo corpo in due parti. Con una parte forma il cielo, con l’altra forma la terra. Si tratta di un’ipotesi assurda quella secondo la quale il racconto biblico sarebbe una derivazione di quello babilonese. Nel primo capitolo del Genesi non v’è alcun mito, né v’è nessuna battaglia tra le divinità e nessuna uccisione di esseri divini.

 

N. A.: Possiamo, leggendo la Genesi, capire quando è stato creato il mondo?

M. B.: Trattando l’età del mondo molti presentano le date del vescovo Ussher. Ecco ciò che dice una enciclopedia della scienza del 2005: “James Ussher (1581-1656), arcivescovo, pose la creazione la domenica 23 ottobre 4004 a.C. alle ore 16 di Greenwich”. Il Seventh-day Bible Commentary (vol. I, p. 195) afferma: “La data della Creazione non è conosciuta … Questo commentario non assegna alcuna data al periodo precedente ad Abramo. Ussher scelse arbitrariamente una data della creazione”. La Bibbia si limita a dire che: “In principio creò Dio i cieli e la terra” (Genesi 1:1).

 

N. A.: Prima della creazione e del Big Bang non esisteva nulla?

M. B.: Per gli ebrei l’universo ha avuto un principio, Dio l’ha creato dal nulla. Paul Davies, fisico teorico, afferma: “L’origine dell’universo è rappresentata non solo dall’apparizione improvvisa della materia, ma anche dello spazio e del tempo. Ci si chiede spesso: Dove è avvenuto il Big Bang? L’esplosione non è affatto avvenuta in un punto dello spazio. Lo spazio stesso ha avuto origine con il Big Bang. Una difficoltà analoga si riscontra nella domanda: Che cosa c’era prima del Big Bang? La risposta è che non c’era nessun ‘prima’. Il tempo stesso ha avuto inizio con il Big Bang … Sant’Agostino affermò che il mondo era stato creato con il tempo e non nel tempo, e questa è esattamente la posizione scientifica moderna”. “Lo spazio-tempo – scrive S. Hawking, fisico teorico – avrebbe così un proprio inizio, in corrispondenza del Big Bang. La tesi per la quale l’universo deve aver avuto un inizio è oggi generalmente accettata”.

 

N. A.: Come possiamo spiegare l’universo?

M. B.: Per la Bibbia l’esistenza dell’universo può trovare una sua spiegazione soltanto in Dio. Ma anche molti scienziati pensano che solo Dio può aver fatto l’universo. Paul Davies scrive: “Osservate la complessa struttura e la minuziosa organizzazione dell’universo. Rimarrete perplessi di fronte all’organizzazione della materia, dalle galassie roteanti alla minuziosa attività dell’atomo. Domandate perché queste cose sono nel modo in cui esse sono … Anzi perché addirittura v’è qualcosa? Ogni cosa e ogni evento nell’universo fisico devono dipendere per la spiegazione della propria esistenza da qualche cosa al di fuori di loro stessi. Ma se quel fenomeno è tutto ciò che esiste – l’intero uni-verso fisico – è ovvio che non v’è per definizione nulla di fisico al di fuori dell’universo che lo possa spiegare. Qualsiasi spiegazione deve essere in termini di qualcosa di non fisico e di soprannaturale. Quel qualcosa è Dio. L’universo è nel modo che è, perché Dio ha deciso che fosse in quel modo”. Owen Gingerich, professore di astronomia alla Harvard University, scrive: “Per quanto mi riguarda, la fede in un Dio Creatore offre una spiegazione coerente del perché l’universo appaia tanto congeniale all’esistenza di forme di vita intelligenti e capaci di riflessione”.

 

N. A.: Si può sottoporre Dio a verificazione?

M. B.: Dio trascende il mondo fenomenico e quindi non può essere sottoposto né a verifica né a falsificazione. Il filosofo Jovilet afferma: “Dio si presenta come esigenza, ma non è afferrato come un oggetto d’esperienza … Le prove esplicite sembrano spesso meno forti e meno ricche dell’intuizione che ci fa sentire Dio come una presenza spirituale, mentre se non stiamo in guardia, le spiegazioni analitiche tendono a fare di Dio un oggetto e un concetto”. Blaise Pascal, filosofo e scienziato, parlava di Dio sensibile al cuore e diceva: “Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce”. Per Pascal l’abisso che v’è tra quello che siamo e quello che sentiamo di dover essere può essere colmato solo da Dio. All’interno del rifiuto di un razionalismo teologico che pretende di modellarsi sul ragionamento matematico, Pascal presenta l’argomento sconcertante della scommessa sull’esistenza di Dio, su cui è comunque conveniente puntare dal momento che la posta in gioco è la vita eterna.


[Chi desidera avere i riferimenti delle citazioni, può chiederli a:

 uicca.comunicazioni@avventisti.it]

 

 

Il Sabato della Creazione

Il sabato 24 ottobre sarà celebrato in tutte le comunità avventiste nel mondo come Sabato della Creazione. La Chiesa cristiana avventista del 7° giorno organizza questa giornata nella convinzione che la dottrina biblica, che riconosce Dio come nostro Creatore, ci incoraggia a creare un senso di fratellanza globale e una visione positiva del futuro.

La celebrazione acquista un significato speciale nell’anno del bicentenario della nascita di Darwin, con milioni di persone che vedono nel darwinismo una spiegazione alternativa al racconto biblico della storia della Terra e della vita. Il dibattito non è solo tra credenti e atei, ma anche all’interno della comunità dei credenti, tra coloro che credono nella storia biblica e coloro che considerano il racconto biblico delle origini allegorico e sostengono una posizione di compromesso, chiamata “evoluzione teistica”, secondo la quale l’evoluzione darwiniana è convincente e, se “governata” da Dio, anche soddisfacente per il credente. Ma il clamore maggiore viene dal dibattito tra il creazionismo biblico e l’evoluzionismo ateo, che assume le caratteristiche di vero e proprio scontro tra due visioni del mondo.
La Chiesa avventista incoraggia il dibattito non con lo spirito di polemica e scontro, ma come rispettoso confronto delle idee, consapevole che tutti abbiamo da imparare gli uni dagli altri e possiamo arricchire le nostre conoscenze sia delle Sacre Scritture che delle scienze naturali.

L’argomento è di particolare interesse per ogni credente che prima o poi si imbatte nella domanda Dio o Darwin? Se è vero che molti auspicano una netta separazione tra il darwinismo – inteso come scienza biologica - e le questioni teologiche e filosofiche sull’esistenza di Dio e la visione atea del mondo, in realtà tale separazione non regge alla prova dei fatti, per cui molti credenti si sentono di fronte al dilemma: Dio o Darwin? Ma nonostante l’iniziale ostilità del mondo religioso, la visione evoluzionista ha progressivamente raggiunto il dominio praticamente incontrastato nel mondo intellettuale dell’Occidente, diventando il verbo ufficiale della scienza. In più, l’evoluzione è stata accettata anche da gran parte del mondo della religione, che ha “battezzato” Darwin, sostenendo l’evoluzione teista, cioè il darwinismo governato però da Dio. Ciò è comprensibile tenendo conto che la religione non ha i mezzi propri per contrasta re un’idea sostenuta come scientifica dalla stragrande maggioranza degli scienziati. Se è vero che alcuni ambienti cristiani non hanno mai “deposto le armi”, è anche vero che la maggiore tra le chiese cristiane storiche – quella cattolica – è sembrata da tempo “rassegnata” al dominio della visione evoluzionista, impiegando le proprie risorse non tanto per contrastarla quanto per cercare di renderla compatibile con i dogmi fondamentali della fede. (La chiesa ortodossa, in gran parte e per lunghi anni ridotta dal comunismo al silenzio, si è inserita solo di recente nel dibattito).

A dispetto dei tentativi di compromesso, le visioni del mondo sostenute rispettivamente dai “creazionisti” e dagli “evoluzionisti” rimangono opposte e incompatibili tra loro. Tuttavia, data la rassegnazione di gran parte del mondo della religione, la recente ripresa delle ostilità è dovuta non tanto alle iniziative religiose, quanto al progresso delle scienze biologiche e alle conseguenti revisioni cui le teorie scientifiche devono sottoporsi se vogliono rimanere scientifiche e non trasformarsi in dogmi o dottrine filosofiche e ideologiche. Mentre la visione creazionista si basa sulla fede nel racconto biblico della creazione e della storia iniziale della vita sulla terra (racconto che può essere considerato al massimo storiografico o storico-letterario, non certo scientifico), la visione evoluzionista materialista sostiene di basarsi soprattutto (ma non solo) sulla teoria dell’evoluzione biologica proposta da Darwin. Di conseguenza, per i creazionisti dovrebbe essere già sufficiente poter dimostrare la compatibilità tra i dati scientifici e il racconto biblico. Gli evoluzionisti invece sostengono che la loro visione del mondo è basata su teorie - chiamate addirittura “prove” - scientifiche, ma questo rende la loro concezione fortemente dipendente dalla validità di tali prove e tali teorie: ecco perché ogni contestazione della teoria dell’evoluzione è percepita come un attacco alla loro visione del mondo (e di fatto lo è). Per leggere l’intero articolo: www.avventisti.it/download/na/2009/georgiev.pdf

 

(dal settimanale Notizie Avventiste del 15 ottobre 2009)

 

 

 

Su questo tema si veda qui:

 

http://nuke.avventismo.org/Chisiamo/LafedeavventistanelDiocreatore/tabid/267/Default.aspx

 

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